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Il mondo del vino

A spasso per la Strada del Vino dell’Alto Adige, tra castelli, vini e località da sogno 

È la Strada del Vino più antica dell’Alto Adige, tra quelle storiche del Belpaese, inaugurata nel 1964 grazie a una lungimiranza enoturistica decisamente fuori dal comune. Stiamo parlando della strada che va da Nalles a Salorno, lungo circa 70 km e 16 incantevoli comuni altoatesini, circondata da oltre 4000 ettari di vigneti che rappresentano ben l’85% di quelli complessivi della regione

nalsmargreid.com

Nalles, il paese delle rose è il primo paese che incontriamo sulla Strada del Vino, attraversata anche da una ciclabile ideale per gli amanti dello sport. Da segnarsi una visita alla cantina di Nals Magreid, dove vale la pena portarsi via alcuni vini della loro speciale selezione, come lo Chardonnay Riserva Baron Salvadori, dagli aromi tropicali e la bocca densa, e il Gries, un Lagrein Riserva dai toni decisi, da gustarsi con la selvaggina. 

Anche Terlano vale la visita, dove sorge l’omonima cantina da cui, alzando lo sguardo al cielo, si possono ammirare estasiati le rovine del Castel Neuhaus. Per gli estimatori più esigenti non c’è che andare sulla selezione delle “rarità”, ossia di quei Pinot Bianchi da lunghissimo affinamento, non meno di dieci anni, che emozionano per la straordinaria evoluzione. Godeteveli così, senza nulla, in meditazione. 

facebook.com/CantinaTerlano

Appiano è tra le più nobili delle pittoresche località altoatesine, dove nei secoli passati la nobiltà ha soggiornato erigendovi le proprie residenze. E non a caso proprio qui sono concentrate la maggior parte degli ettari vitati, oltre 900, di cui due terzi da vitigni a bacca bianca. Imperdibile la visita alla Cantina di San Michele Appiano, prenotabile comodamente online per conoscerne i segreti e assaggiare alcuni tra i più iconici vini della linea Sanct Valentin: su tutti non perdete di provare il loro Gewürztraminer, anche nella versione passito. 

Caldaro è tra le mie località del cuore, non solo per l’omonimo lago balneabile, ideale per chi ama gli sport acquatici come la vela e il surf (merito dell’Ora del Garda un vento che spira dalla parte meridionale del lago), ma anche per il piacere culinario soddisfatto dal ristorante il Ritterhof che, guarda caso, porta il nome dell’omonima cantina. 

Continuando lungo la Strada del Vino si incrocia un’altra località che proprio non si può saltare: Termeno o Tramin. È qui che secoli fa potrebbe essere nato il Gewürztraminer, il vitigno aromatico a bacca bianca dai riconoscibili aromi tropicali, la cui paternitàci giochiamo con l’Alsazia e la Jura, in Francia. È ovvio quindi che non possa che suggerivi di scegliere di portarvi a casa un vino straordinario proprio da Gewürztraminer, Epokale della Cantina Tramin, il primo bianco italiano ad aver ottenuto 100/100 di punteggio da Robert Parker. Io che ho avuto la fortuna di assaggiarlo, e di averne ancora una bottiglia in cantina vi dico che quei cento centesimi li vale tutti. 

facebook.com/CantinaTramin
facebook.com/CantinaKurtatsch

A Cortaccia sono le pendenze dei vigneti a farla da padrone, con un clima mediamente più caldo che regala vini spesso più ricchi in termini alcolemici e altrettanto pieni al palato. La Cantina Kurtatsch vanta dei dislivelli tra i vigneti di oltre 700 metri (da 200 a 900 metri), un caso più unico che raro in Europa per un solo comune. 

A Cortina sono diverse le manifestazioni inerenti il vino, come quella prevista il 14 novembre che prevede una camminata tra le vigne e i frutteti (Prenotazione: Hotel Teutschhaus, tel. 0471 817 139) con una guida locale. 

Percorso tutti i 70 chilometri della Strada del Vino si raggiunge in un “sorso” Salorno, dove si può ammirare il Castello di Haderburg del Duecento, raggiungibile anche a piedi, dopo aver assaggiato uno dei vini (provate il loro Pas Dosé) dell’omonima cantina. 

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