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Il mondo del vino

Moscato di Scanzo, rossa perla bergamasca unica al mondo

È tra le più piccole Docg italiane, un fazzoletto di appena una trentina di ettari vitati sulle verdi colline di Scanzorosciate, in provincia di Bergamo. Il Moscato di Scanzo Docg è una pregiata perla rossa, che può dirsi unica per svariati motivi. Partiamo innanzitutto dal vitigno, un moscato a bacca rossa, di gran lunga più raro dei suoi cugini piemontesi a bacca bianca, con cui per esempio si produce il Moscato d’Asti Docg, o di quelli altoatesini (Moscato Giallo o Goldmuskateller) da cui nascono piacevolissimi vini secchi da pasto.  

Anche il terreno vuole la sua parte 

Il Moscato di Scanzo è unico perché nasce solo qui, tra queste dolci colline, connotate dal Sass de Luna, una formazione calcareo-marnosa, il cui nome rievoca immediatamente quel bianco e polveroso “grande passo per l’umanità”, che ha fatto la storia, e che nel caso bergamasco continua a farla. Questa roccia che si sgretola ed emerge dalla terra a causa degli agenti atmosferici, e che in particolare sul monte Bastia è affiorante nelle vigne, attira i raggi solari durante il giorno, trattenendo e rilasciando il calore alle piante durante la notte. Un processo molto importante, che mette al riparo dalle gelate, incide sulla fotosintesi clorofilliana e che, grazie alla composizione dei minerali nella roccia, segna i profumi del vino. 

Le caratteristiche organolettiche 

Unici anche i profumi, in particolare uno che lo connota enormemente, che per la verità non tutti i prodotti in vendita possono vantare, a causa di terreni a volte molto diversi, dove il Sass de Luna non è sempre presente. Stiamo parlando di quel distintivo soffio di incenso, o come dicono da queste parti “di Chiesa”, che emerge subito dal bicchiere.  A questo caratteristico sbuffo si aggiungono tocchi di rosa appassita, miele di castagno, frutti di bosco e talvolta un ammaliante ricordo di cannella. Il colore cambia in base all’annata, dal rubino al granato, ma è certamente impenetrabile, mentre il sorso è dolce, complesso, segnato da buona acidità e lunghezza. 

I produttori

Sono tutti bravissimi, appena venti, ed è possibile conoscerli durante la Festa del Moscato, che si tiene nel mese di settembre. Tra di loro vale la pena di citare un big su tutti, Manuel Biava, i cui prodotti sono esportati in tutto il mondo, tra cui New York, dove si contendono la sua produzione. Non a caso la sua azienda è proprio sul monte Bastia. 

aziendabiava.it
instagram.com/manuelebiava

Gli abbinamenti

Da passito si presta a vino da meditazione, con la pasticceria secca e i dolci al cioccolato. La vera goduria però, lasciatecelo dire in maniera chiara, è goderselo con una fetta gigante di Strachitunt, il formaggio da erborinatura chiaro-grigia, che vira a volte in base alla stagionatura, verso note di frutta secca. Un abbinamento che vi farà partire con l’Apollo 11, andata-ritorno, fino alla Luna – o meglio – fino ai suoi Sass di Scanzorosciate! Buon viaggio!

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